E già dal titolo si può capire che, quando si parla di BigTour, da qualche parte nell’universo viene accesa una calamita che in qualche modo attrae le situazioni sfidanti.
Ma andiamo per ordine.
Partiamo da Amsterdam in orario e ci spariamo dieci ore filate di volo.
Guardiamo mille mila film, dormiamo e pisoliamo ma soprattutto veniamo letteralmente messi all’ingrasso dalle hostess che ogni ora apparivano con qualcosa da mangiare.
Passiamo sopra la Groenlandia e lo spettacolo di ghiaccio che si staglia a diecimila metri sotto di noi è qualcosa di magico.






Atterriamo a Las Vegas, rintronati dal jet lag e dall’atterraggio danese non proprio delicato.
Siamo tutti, incredibile. E una è andata.
Passiamo tutti indenni al controllo passaporti, raccontando per filo e per segno la nostra vita agli agenti… e anche questa è andata.
Ritiriamo i bagagli. Ci sono tutti. Anche questa è and…. no.
Ci accorgiamo che una valigia ha qualcosa che non va. La marca, il colore, la dimensione è la stessa…. ma non è la nostra. Qualche danese/francese non si è accorto e l’ha scambiata per la sua. Cominciamo a chiedere a destra e a manca, facciamo la dichiarazione di smarrimento, guardiamo qualsiasi valigia grigia con sospetto ma niente. Siamo stanchi e con venti ore di viaggio sulle spalle. Così desistiamo, per ora, e passiamo all’altro grande scoglio di ogni BigTour: il noleggio delle auto.
Ma già dall’aria si capisce che le cose non sarebbero potute essere così semplici fin dall’inizio.
E quando intendiamo aria, intendiamo proprio che per arrivare al noleggio auto si deve prendere uno shuttle all’aperto. A Las Vegas, a fine giugno, alle tre del pomeriggio. 42 gradi.
Il tipo del noleggio già ci accoglie con “ho tutti i sistemi non funzionanti, aspettate dieci minuti”.
Ma noi siamo zen. In tutta tranquillità appoggiamo sul bancone i nostri bellissimi fogli delle prenotazioni delle auto e chiediamo 8 bellissimi suv.
Impossibile.
Nelle successive due ore (si, due) contrattiamo alla vita con il tipo placando i nostri istinti omicidi. Puoi prenotare quanto vuoi dall’altra parte del mondo un’auto tenendo conto di qualsiasi dettaglio. Ma quando sei di qua, è una lunga, estenuante trincea.
Ma ne usciamo vivi. Con i nostri 8 transatlantici scintillanti.
Attraversiamo Las Vegas ammirando i super hotel ma senza spoilerarci troppo il mistero. Avremo tempo di goderci la città che non dorme mai tra qualche giorno.
Ce l’abbiamo fatta. Siamo dall’altra parte del mondo.
Ora può cominciare il nostro viaggio.







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